Crea sito
Sognare un impossibile sogno... Partire per dove nessuno parte... (Jacques Brel)
Non vorrei trovarmi un giorno lassù a chiedermi cosa ho fatto tutto il tempo quaggiù...
Inseguire i princìpi, l'equità, la giustizia... in ogni parola, attimo, gesto della quotidiana tenzone
Sarò io per primo a costruire questo nuovo incontro e a diradare il gelo?

Oggi, 9 aprile, è il compleanno di Stefano.
Probabilmente, refrattario agli auguri come è sempre stato, sarebbe lui a farli a noi, magari con questa bellissima poesia del suo grande maestro.

    Vi auguro sogni a non finire
    la voglia furiosa di realizzarne qualcuno
    vi auguro di amare ciò che si deve amare
    e di dimenticare ciò che si deve dimenticare
    vi auguro passioni
    vi auguro silenzi
    vi auguro il canto degli uccelli al risveglio
    e risate di bambini
    vi auguro di resistere all'affondamento,
    all'indifferenza, alle virtù negative della nostra epoca.
    Vi auguro soprattutto di essere voi stessi.

    Jacques Brel
 


Approfittiamo per pubblicare qui anche un messaggio arrivato da Sergio dopo la lettura della newsletter di febbraio:

Ciao Stefano.
Rileggere la newsletter di febbraio fa male e bene. Mai avrei pensato che tanti, sommessamente, nascostamente come un fiume carsico, ti volessero bene coi fatti, non con i pensieri di Facebook.
Gente insospettabile, 
però sempre presente durante la tua malattia, ben più di me, che pure abitavo più vicino di loro. Gente che si è prestata, si è data da fare per darti una mano concretamente e per farti sentire la loro reale vicinanza. Faccio fatica a crederlo; non che tu non lo meritassi, al contrario, ma lo sai, sono alquanto disincantato e pessimista circa l'animo umano, la riconoscenza, l'amicizia, che considero merce rara come le pagliuzze d'oro puro nel Ticino.
E così voglio dirti che sono contento di sorprendermi di fronte a tante testimonianze di amore di cui ho saputo, e anche di tanti scritti (e non sono che la punta di un iceberg) di chi ha voluto lasciare qualcosa di sé come chi incide il suo amore sul tronco di un albero o lo scrive su un muretto perché resti.
Stefano, ti voglio dedicare questi versi (non ti scandalizzare, tu che sei un poeta vero) e accettali in tuo onore perché parlano di te a anche di tutti quelli che sono riusciti a sorprendermi.

    L'artista

    Non basta un pentagramma

    per fare melodia
    Non basta un dizionario
    per fare una poesia
    Ci vuole ispirazione
    Ci vuole fantasia

    Scintilla divina (la gibigiana)

    La gibigiana da uno specchio rotto
    riflessa in ogni singolo frammento
    t'abbaglia gli occhi e non ti sembra vero
    che in ogni scheggia brilli il sole intero

Ciao, Stefano.
Sergio


È con immenso dispiacere che Vi comunichiamo che venerdì 15 gennaio 2016 si è spento il nostro caro amico e poeta Dott. Stefano Cosulich.

Siamo tutti profondamente colpiti da questa perdita così rapida e non è facile esprimere con le parole il dolore provato e il vuoto incolmabile che ci lascia, con il suo modo di essere sempre prodigo ad aiutare ed appoggiare ognuno di noi nei nostri momenti di difficoltà sia professionali che privati.

Ci mancheranno le sue poesie, il suo tono di voce così impetuoso, le sue "paternali" sul “saper essere”... ci mancherà lui, il nostro Stefano.

Stefano ha instaurato con tutti noi un legame speciale, ci ha abbracciato negli ultimi anni con le Sue parole e i Suoi versi confortandoci e incoraggiandoci nei momenti più grigi.
 
Un abbraccio a tutti da parte degli amici / colleghi di Stefano.


Francesco Varanini
 

Direttori del Personale così legati alla propria vocazione, e al ruolo, non ne ho conosciuti molti. E ancor meno sono i Direttori del Personale poeti, convinti della propria vena poetica, disposti a recitare versi in pubblico, disposti a rivolgersi ai lavoratori della propria azienda, durante l’incontro di fine anno, regalando loro una poesia.

Molto altro si potrebbe raccontare di Stefano Cosulich. Si potrebbe raccontare di come non si vergognava mai di essere pienamente se stesso. con il proprio stile e i propri punti di vista. Si potrebbe ricordare come era vicino alle persone nel lavoro e nei momenti privati. Si potrebbe ricordare anche l’amore per l’azienda per la quale ha lavorato a lungo. Anche la strenua difesa della fabbrica, del lavoro di fabbrica.

Stefano Cosulich si è spento venerdì 15 gennaio 2016.

Lo ricordiamo con una poesia pubblicata qui su Bloom.

Difendere la fabbrica

Difendere la  fabbrica
come una trincea
dagli attacchi proditori
e subdoli della globalizzazione
Difenderla come una bandiera
dalle malinconie dei nostri regnanti
Difenderla per il nostro destino
per il domani di giovani
senza futuro
Difenderla come una certezza
dallo smantellamento e dalla rovina
Difenderla come un diritto
è un nostro preciso dovere.


"Ricordiamo Stefano Cosulich per come - con coraggio accompagnato dal sorriso - ha lasciato un segno."

http://www.bloom.it/2016/01/stefano-cosulich-non-e-piu-tra-noi/?p=4049 


 

Alessandro Chelo

 

Stefano Cosulich. Nel mondo HR, ha rappresentato una voce fuori dal coro, certo, ma mai una voce stonata. Una voce diversa, ma non ribelle; una voce forte, ma mai urlata. Una voce disallineata, ma mai disarmonica.

Conosciuto ai più come manager-poeta, è forse stato ancor più un poeta-manager o forse è stato un Poeta e basta.

Chi ha avuto la fortuna di incontrarlo nel corso del proprio cammino, può forse non averlo capito appieno. Di ciò Stefano non si è certo mai fatto un cruccio. I più invece lo hanno capito e sono ben consapevoli di aver incontrato una persona straordinaria, di aver avuto una fortuna sfacciata, di aver goduto della testimonianza di un umile Gesù della modernità.

Uomo di animo nobilissimo, pensiero elegante, gesto semplice, fu tormentato solo da un dubbio: quello di saper davvero e sempre resistere alla tentazione di essere talora “più abile che onesto”. Il solo fatto che si ponesse questo interrogativo e questo proposito, racconta tutto di lui. Chi lo ha conosciuto, sa benissimo che Stefano fu certamente molto abile, ma ancor più certamente, ancora più onesto. In tutti i sensi possibili.

Stefano continuerà a vivere nelle memorie, nei sentimenti e nell’esperienza stessa di chi lo ha conosciuto.

Forse davvero, l’unico modo per conquistarsi la vita eterna, consiste nel vivere regalandosi pienamente alla vita stessa e agli altri.

Così ha vissuto Stefano e per questo resta. Nell’anima del Mondo.


http://www.alessandrochelo.com/ac/blog/e-morto-stefano-cosulich.html



Chiara Lupi (Risorse Umane & Non Umane – Il portale sul mondo delle Risorse Umane)


Dal blog di Stefano Cosulich hrpoet.altervista.org riceviamo la notizia della sua scomparsa. Ci mancheranno i suoi versi e ci mancherà il suo sguardo sul mondo. C’è modo e modo di affrontare il cambiamento. C’è chi ne parla e c’è chi ci si butta a capofitto, chi lo vive prima per parlane poi. Stefano ha cercato di calarsi in altre vite e ha avuto il coraggio di descriverci il mondo delle persone usando altre cifre stilistiche. Non si è messo nei panni dell’altro, così genericamente, ha cercato di vivere la vita degli altri, anche solo per pochi giorni. L’outdoor del clochard, articolo che abbiamo pubblicato ormai tre anni fa, che trovate a questo link, http://www.runu.it/index.php/loutdoor-del-clochard/ è un’esperienza formativa forte. Stefano ha raccontato come si vive senza niente. Ma lo ha sperimentato prima di raccontarlo. Chi di noi avrebbe il coraggio di fare una cosa così?

Stefano ha avuto anche il grande coraggio di portare la poesia in azienda. Ci vuol coraggio per dialogare in versi con gli operai in produzione. Ma Stefano lo faceva, per stimolare altre riflessioni, per portare le persone a guardare da altre prospettive al modo con il quale facevano le stesse cose ogni giorno.

E ha cercato di farlo anche con noi, quando ha partecipato al nostro evento a Genova portandoci in sala una lunga canalina che, a fatica, è riuscito a far entrare in ascensore. In azienda ci sono persone che lavorano e producono. Chi sono queste persone, cosa fanno? Stefano aveva un verso per tutti, la poesia era un modo per far sentire la sua vicinanza a ognuno. Il titolo del suo intervento al nostro evento era stato ‘La poesia come seme valoriale’. E Stefano ha seminato bene, perché è riuscito nel suo obiettivo di stimolare molte persone che ha incontrato sulla sua strada.

Questi i versi di uno degli amici (hrpoet.altervista.org/nelverso/gli-amici):


Poeta e direttore
Lavora ed usa il cuore
Spargendo i suoi versi
Ci rende un po’ diversi.

Rispetto a quel che siamo
E in quello che facciamo
“Amare ed ascoltare,
mai smetter di pensare”.

E’ questo il suo messaggio
in ogni dì del viaggio;
“E rendere più umano
talvolta il disumano…”

Stefano ci ha invitato a vivere, pensare e comunicare diversamente. Nel suo blog ringrazia la vita con le parole di Violeta Parra, poetessa cilena. Non servono traduzioni.

Gracias a la vida que me ha dado tanto.

Me ha dado la risa y me ha dato el llanto,

los dos materiales que forman mi canto

y el canto de todos, que es mi proprio canto


http://www.runu.it/index.php/ciao-stefano/

 
AIDP, Associazione Italiana Direzione del Personale della Liguria, esprime profondo cordoglio per la scomparsa del Socio, Amico, Direttore del Personale e Poeta Stefano Cosulich.
Caro Stefano, ci mancheranno i tuoi versi, la tua professionalità e la tua umanità.

Una notizia davvero molto triste!!! Ci mancherà moltissimo!!

Ti abbraccio Stefano.

C.L.


Oh cielo... quando ho letto l'anteprima della prima riga pensato che si trattasse di uno scherzo. Uno scherzo che ben si adatta al suo stile, peraltro... ma, proseguendo nella lettura, mi sono detta che neppure il suo humor sarebbe arrivato a tanto.

Aspettavo una delle sue newsletter, magari che raccontavano di Davide quel bimbo di cui per tante volte ci ha parlato con tanto calore....

Posso immaginare il senso di perdita... no, ancora mi scopro a sperare che si tratti solo di uno scherzo!

Grazie per la comunicazione. Ho fatto formazione in B. per la Società di Alessandro Chelo, insieme a I.F., più di 10 anni fa, ma il contatto è sempre rimasto vivo e ci siamo reincontrati più e più volte da Chelo. È stato bello essere ogni volta accolta da lui, con calore, col sorriso, con la poesia che gli aleggiava intorno, come un aureola!

Sì, capisco, tristemente condivido... vuoto incolmabile.

Un abbraccio forte, agli amici ai colleghi, ai familiari, rimarrà sempre vivo nel mio affetto e nella mia memoria.

M.D.


Mi unisco al dolore di tutti Voi, certa che Stefano Cosulich, nella sua nuova pace, continuerà a sorriderci e ad inviarci buoni pensieri.

Grazie.

M.T.M.


Carissimi colleghi di Stefano,

È con profonda tristezza che apprendo la morte di Stefano.

Frequentai un master con lui presso Ien ormai 10 anni fa e da allora lo rividi solamente un paio di volte in alcuni convegni su formazione e HR ma leggevo sempre con piacere le poesie che mi mandava.

Grazie per avermi mandato la mail.

Purtroppo non riuscirò ad essere presente al funerale ma sarò lí con il pensiero.

P.S.


Carissimi,

vi ringrazio di avermi scritto, anche se la notizia mi ha davvero colpito.

Avevo sentito Stefano dopo le vacanze estive e mia moglie M.B. mi aveva raccontato della sua malattia. Non conoscevo Stefano di persona, ci eravamo solo scambiate e-mail: scritti, poesie e riflessioni.

Sia io che mia moglie siamo davvero colpiti da questa notizia, ci sembrava che Stefano stesse meglio e non eravamo preparati a perderlo così di colpo. Ma seppur nel dispiacere di averlo perso resta la certezza di aver incontrato una grande sensibilità umana ed una persona che amava Vivere con la V maiuscola. Uno spirito creativo e nobile, un mondo interiore ricco e stabile.

Caro Stefano sono certo che solo la dimensione umana se ne è andata, non certamente quella spirituale che è e resta con tutti noi. Uno dei miei scrittori preferiti, Viktor Frankl scriveva che il mondo si divide solo in due grandi gruppi: le persone per bene e quelle che non lo sono! Sono d'accordo con lui, forse bisognerebbe dire "...le persone del bene, che appartengono al bene". E tu sei una di queste e mi manchi ma so che ci rivedremo, di questo sono certo.

Ci siederemo su un muretto e cominceremo a tirare fuori tutti i nostri lavori: racconti, poesie libri iniziati cento volte e mai ultimati, scritti e commenti. Da dilettanti appassionati discuteremo e ci racconteremo dentro finalmente liberi da mille ansie che assillano l'uomo in vita.

Come leggerai, caro Stefano, ho usato tempi come il presente ed il futuro nella seconda parte di questo messaggio. E non userò mai altri tempi perché so che sei qui vicino a me e ne sono felice. Ti abbraccio da amico e ti stringo forte, ci rivedremo!

M.P.


Agli amici di Stefano che mi hanno scritto.

Non so chi voi siate, ma vi ringrazio di avermi partecipato il vostro dolore, la grande stima e affetto che avete per lui e per avermi fatta sentire una di voi, un'amica di Stefano.

Ci siamo conosciuti da bambini e in questi ultimi mesi, ritrovati dopo più di trent'anni, abbiamo condiviso tanti ricordi di momenti felici; ho riconosciuto nell'uomo e nel poeta il ragazzo riservato, dolce e aperto agli altri che era stato tanto tempo fa.

Non potrò essere a Genova a dargli un ultimo saluto (Stefano sa perché): vorrei solo che qualcuno di voi partecipasse a Giuliano, Lucia e Alessandro, che non so come altrimenti raggiungere e che sono persone inscindibili da quei bei ricordi, il mio profondo dispiacere e la mia vicinanza.

Grazie ancora

M.B. (H&V)


Non so chi stia al momento presidiando questa mail, ma è con grande dolore che ho appreso della scomparsa di Stefano. 

In sua memoria andrò a rileggermi i pensieri, le poesie, le profonde considerazioni che mensilmente mi inviava (e che ho conservato) fino all'insorgere della malattia, malattia della quale mi ha informato con il suo stile inconfondibile.
Resto in attesa di notizie per l'estremo saluto ad un caro amico.
L.G.B.


Che dolore!!! Stefano è stato per un paio di anni mio compagno di liceo... poi più di 30 anni dopo ci siamo incontrati... ed abbiamo cominciato a scambiarci e-mail e racconti... poi la malattia... più volte l'ho sentito recentemente... e speravo sempre... che colpo.

Il mio cuore è con lui... e comunque una preghiera si innalza per lui anche solo per ringraziarlo per quanto mi ha dato... per la persona che era e per il tempo che mi ha dedicato.

B.F.S.


Sono scosso.

Con Stefano ci siamo visti in ospedale e sentiti il 31/12 dove abbiamo parlato a lungo di basilico cresciuto sulle note musicali, di Jacques Brel, di "brelitudine" e del suo percorrere le stesse strade in bicicletta, di un suo caro amico professore di chitarra classica, delle sue poesie, del lavoro e di tante altre cose.

Sapevo che doveva succedere, speravo più in là o forse lo negavo a me stesso.

Stefano è una persona buona, dallo sguardo profondo, conoscerlo è un privilegio.

Chiara Lupi ha pubblicato un breve post su runu.it e su linkedin che è possibile condividere.

Grazie per avermi informato.

P.C.


Rispondo solo ora, anche se l'email mi è giunta ieri sera, prima non mi era possibile, non ci riuscivo.

Ho pianto.

Ho dormito poco.

Avevo sentito Stefano i primi di Gennaio.

Avevo pensato “Guarda mi scrive! Forse ha ricominciato a scrivere poesie!”.

Mi chiamo F.S., io e Stefano eravamo stati assunti alla B. lo stesso giorno, un Primo d’Aprile di tantissimi anni fa.

Tra noi ci chiamavamo “gemellini”. 

Poi io ho seguito anni dopo mio marito a Roma. Ci eravamo persi, ci siamo ritrovati. Mi mandava le sue poesie, ci sentivamo al telefono.

Il 9 Dicembre del 2014, poco più di un anno fa, ci siamo trovati sul treno, da Roma a Genova, così, casualmente.

Era stato importante per me quell’incontro, perché mia sorella mi aveva appena comunicato che la nostra mamma non c’era più, e io stavo correndo a Genova da Roma.

Sul treno io e Stefano ci siamo consolati, ho pianto, ho riso, abbiamo telefonato ad un paio di colleghe comuni, con le quali entrambi eravamo in contatto, per far sapere quel miracoloso e (rassicurante per me) incontro inatteso.

Da quel giorno ci siamo sentiti più spesso.

L’ho sentito da Milano, mentre faceva la chemio (percorso che avevo da poco passato per Massimo, mio marito).

Non immaginavo, non pensavo, ero tranquilla e speranzosa. 

Mi mancherai Stefano.

Piango e scrivo. Non ci posso credere.

Ringrazio chi mi ha inviato l’email, così ho saputo, ho potuto ricordarlo.

Non so se riesco, ma mi piacerebbe venire lunedì a salutarlo. O almeno onorarlo da qui a Roma nel momento del suo ultimo saluto.

Se possibile avvisatemi dell’ora e del luogo del funerale.

Abbraccio i genitori, il fratello, gli amici e i colleghi di Stefano.

Stefano era ed è una persona unica.

Un bacio a tutti.

F.S.


Stefano, sei stato un grande amico! Ti porterò sempre nel cuore e pregherò per te, ma tu pensaci, seguici e illuminaci con la tua poesia e la tua verve sempre viva e intelligente che ora sarà infinitamente amplificata. Che la pace e la gioia sia sempre con te.

Un arrivederci. 

G.F.


Ci siamo conosciuti brevemente ma la sua trasparenza mi ha permesso di instaurare un contatto professionale con una persona che aveva chiaramente delle unicità.

Riposa in pace Stefano.

G.Q.


Buona sera, mi chiamo S.G. e sono stata una compagna di corso di Stefano allo Ien. Stefano con cui, insieme alla nostra "squadra", ho vissuto delle vere e belle esperienze.

Ho appreso del suo male ricevendo una sua mail non molto tempo fa, rimanendo di sasso per la sua usuale (per come lo ricordo io) ironia.

Rimango senza parole, che risultano sempre vuote e inutili in questi momenti, l'unico pensiero è che spero possa riposare accarezzato dalla dolcezza delle sue poesie.

Alle persone a lui più care e alla sua famiglia auguro di trovare la serenità nel proprio cammino.

Non potrò partecipare al funerale, sono di Torino e ho una bimba piccola ma lo ricorderò sempre come IL POETA!

Chiedo scusa per il lungo messaggio.

Un pensiero di vicinanza.

S.G.


Un abbraccio da lontano colmo di affetto.

V.S.


Grazie,

avevo sentito Stefano in due recenti occasioni, l’ultima per gli auguri di Natale.

Sono triste e dispiaciuto.

Per Stefano un caro pensiero e una preghiera.

M.B.


Ciao Stefano 

È stato un onore per me averti conosciuto (e come ci siamo conosciuti)
È stato un onore aver passato con te bei momenti (pochi purtroppo)
È stato un onore essere stato annoverato fra i tuoi amici
È stato un onore leggere i tuoi pensieri 
È stato un onore ................................. 
"voglio ricordarti come eri, pensare che ancora vivi e che come allora sorridi" 
Un abbraccio
S.S.


È un dolore che ci ha colto impreparate e sarà incolmabile la Sua profonda umanità e la Sua capacità di condividere attraverso l'Arte ogni precarietà della vita stessa.

Grazie Stefano.

A.M.S e M.


Non voglio ricordare Stefano per quello che è stato e che mi lasciato, ma per quello che è oggi e domani.

Stefano che vede il bicchiere sempre mezzo pieno, pronto a colmarsi e mi fa cogliere aspetti impensati del vivere.

Essere uomo, poeta e manager, coerente e leale, pronto a dare il sollievo dello spirito tramite la parola ed i gesti, senza mai perdere il contatto con la realtà.

Stefano, spirito libero, che dà risposte profonde, ma al contempo leggiadre, alla complessità del vivere quotidiano.

Stefano vive e vivrà nei pensieri di tutti quelli che lo hanno incontrato e lo faranno incontrare ad altri.

G.F.

L'ultimo Ciao di Stefano...
L'abbiamo visto!! Con un blitz coordinato con Paola siamo entrati... è un Poeta Guerriero... Tiene duro ed è perfettamente cosciente, anche se non può parlare, ci ha salutato con un Ciao di mano che ha fatto a TUTTI coloro che stanno pregando e tifando per Lui, ne sono certo,... è stato il più bel Ciao che ho ricevuto... Ve lo giro...
M. D'O.


Ciao Stefano.
"Quando avrò annodata al collo l'ultima cravatta disteso con la giacca scura non avrò più paura".
Ci mancherai tantissimo. A., C., G., L. e M.  


I colleghi dell'Amministrazione piangono la prematura scomparsa di Stefano e ricorderanno sempre la sua professionalità, la sua profonda umanità la grande disponibilità e attenzione alle esigenze di tutti. Ciao Poeta. 


Mi sono profondamente commossa nel leggere le vostre parole perché è la testimonianza che la sua sincera bontà e l'immenso altruismo sono arrivati davvero al cuore di tutti.

Io l'ho conosciuto 8 anni fa, pochi in confronto a molti colleghi che sono "cresciuti" con lui, ma sono abbastanza per capire che bella persona era... di quella bellezza interiore che al giorno d'oggi purtroppo è sempre più rara. Aveva sempre una parola, un consiglio, una poesia per tutti noi... non perdeva occasione per venirci a trovare in reception ed interessarsi di noi... del nostri progetti... del nostro futuro.

Accettare che un male così terribile si sia portato via una persona così buona beh è davvero davvero difficile... ultimamente sembra che il mondo giri al contrario e purtroppo noi non possiamo far altro che augurargli di riposare in pace e conservare gelosamente tutte quelle parole, consigli e poesie che ci ha voluto donare nel corso degli anni.

Sono immensamente dispiaciuta di non poter esserci martedì per l'ultimo saluto ma con il cuore sarò lì presente insieme a tutti voi!!
Vi rimando un forte abbraccio cari amici / colleghi.

M.G.


Caro Stefano,

ti voglio ricordare così con il tuo sorriso, le tue pacate parole, la voglia di vedere sempre il sole dietro le nuvole. Ci mancherai molto ma sappiamo che da lassù ci sarai vicino e ci guiderai in questo nostro cammino. 

Chi vive nel ricordo è sempre presente. 

S.R.


Ho passato il fine settimana cercando inutilmente (come sempre in questi casi) un perché a tanto dolore e a tanta sofferenza.

Ma sono solo riuscito a trovare una consolazione.

Lassù avevano bisogno di un mediatore, di un uomo che comunicasse al di fuori dagli schemi, di una persona che sapesse ascoltare e capire i problemi degli altri, di un poeta.

E potendo scegliere hanno scelto il migliore.

Ciao Stefano, riposa in pace.

R.M.


Stefano ha scritto l'ultima poesia. Quella che nessuno di noi avrebbe voluto leggere e che nessuno di noi dimenticherà.

Stefano non era un "Capo del Personale". Stefano era un collega, un amico, uno che faceva da filtro tra le necessità generali o singole e la Proprietà.

Spesso lo canzonavamo per il suo modo di essere, spesso poeta e spesso fuori dal ruolo. Raramente abbiamo capito che si faceva carico di problemi non suoi e che, in silenzio, cercava di risolvere per il bene comune.

L'ultima sofferta storia che ha scritto è quasi una metafora della sua vita aziendale. Quasi come se avesse voluto silenziosamente mettersi da parte e chiudere un capitolo lungo e importante.

Le manifestazioni di affetto che sta ricevendo dai vecchi e dagli attuali colleghi sono la dimostrazione che quello che ha seminato va al di là di un semplice rapporto professionale.

Purtroppo certi meriti si riconoscono solo quando ci viene a mancare il puntello della presenza fisica, ma così è la nostra natura.

Ci accorgeremo ora quanto ci mancherà Stefano ma il suo ricordo sarà sempre vivo tra noi.

G.M.


Ricordo l’ultima volta che ci siamo sentiti …

Nonostante le difficoltà che stavi attraversando, il tuo pensiero era sempre rivolto verso il prossimo …

Una frase che mi è rimasta impressa nella mente, è quella dove tu dicevi di …cercare di recuperare le situazioni negative e nel limite del possibile trasformarle in positive...

Ti saluto Stefano

D.G.


La notizia di ieri pomeriggio mi ha profondamente colpito. Non ho avuto la possibilità di incontrarlo spesso ma nelle poche occasioni di confronto ricordo il suo viso sempre sorridente la sua spiccata vocazione poetica ed il suo orgoglio di avere origini meridionali a Castellammare di Stabia. E poi sempre un pensiero  per i suoi colleghi ..."operai". Speravo di poterlo incontrare ancora una volta ma non è stato cosi...

Ciao Dott. Stefano

N.C.


Carissimo Stefano. I ricordi hanno costruito un percorso che arriva fino al cuore e fa sì che gli amici ti sentano sempre vicino, anche se in realtà sei molto lontano.

Ciao Poeta adesso gli angeli avranno la fortuna di ascoltare le tue meravigliose poesie...

Buon viaggio caro Stefano... ❤❤❤

M.M.


Mi unisco in silenzio al dolore che pervade tutti noi .

Il nostro caro Stefano troppo presto ci ha lasciato, allora quello che adesso possiamo fare per lui e per tutti i nostri cari è intonare nel profondo del nostro cuore una piccola preghiera:

“L'eterno riposo dona a loro, o Signore,

e splenda ad essi la luce perpetua.

Riposino in pace”.

Amen.

F.M.

Carissima Cristina,

vorrei che facessi sapere a tutti quanto vi sono grata per quello che avete fatto per Stefano. Gli siete stati così vicini  per tutti questi mesi da  essere il suo motore di vita. Quando venivate a trovarlo, al telefono, o riceveva messaggi scritti, il suo viso si illuminava e si dimenticava di tutto (anche di me) ed io ero contenta. Lo avete accompagnato tutti con tanto affetto. Lui ci teneva molto a voi, usava espressioni come "sono i miei figli" e si è anche dispiaciuto quando in certi eventi non ha visto nelle foto visi di operai o capiturno, ha sempre avuto un pensiero davvero per tutti.

Ho visto piangere Stefano soltanto in due occasioni, quando se ne sono andati i suoi e dopo il saluto di due amici che di straforo erano entrati in terapia intensiva, quello è stato l'ultimo saluto. Mi si voleva spezzare il cuore nel vedere quelle lacrime. "Poeta guerriero" l'ha definito uno di voi... siete stati TUTTI straordinari! Non vi nomino perché potrei dimenticarmi di qualcuno e non è giusto.

E cosa dire della compagnia e dell'appoggio che avete dato a me? A Milano sono stata letteralmente adottata e non mi avete lasciata mai sola. La parola GRAZIE non sarà mai sufficiente per dirvi quanto vi sono e vi sarò sempre riconoscente.

Un abbraccio gigante a tutti anche da parte della mia più grande gioia Stefano.

Paola S. 

Mi dispiace, ma per una volta non riesco ad essere sintetico, ho molte cose da dire su Stefano.

Ho conosciuto Stefano più di 25 anni fa. Una vita. Ricordo che negli anni ’90 talvolta lo incontravo sull’autobus per andare in ufficio e mi declamava la sua ultima poesia o qualche strofa di una canzone in francese. Alcuni viaggiatori sorridevano, altri si voltavano dall’altra parte, io ero francamente un po’ imbarazzato ma apprezzavo. Tanto che un giorno volle condividere con me un floppy disk con le sue poesie giovanili. Sul dischetto era scritto a matita “Da usare con la massima cautela…”.

Alcune di quelle poesie probabilmente adesso sono anche sul suo sito, che da qualche anno era diventato per lui, insieme alle newsletter poetiche, un mezzo per diffondere a tanti amici e colleghi i suoi versi e il suo pensiero. Confesso che l’idea di un sito internet venne a me; Stefano subito non era convinto, poi, quando ne realizzai la struttura insieme a lui e vide il risultato, fu ben contento di riempirlo con scritti e versi, nuovi e vecchi. Fui molto stupito di scoprire che presto divenne completamente autonomo nella gestione dei contenuti del sito, nonostante non fosse mai stato un amante degli strumenti informatici.

Sulla homepage volle scrivere: “Non vorrei trovarmi un giorno lassù a chiedermi cosa ho fatto tutto il tempo quaggiù...”. A rileggere adesso alcune delle sue poesie penso che “quaggiù”, per tanti anni, Stefano abbia lanciato in mare messaggi in bottiglia. Tanti sono arrivati al cuore di tutti noi, altri devono ancora arrivare a destinazione, perché non abbiamo saputo ascoltarli. Ma prima o poi arriveranno, attraverseranno le correnti contrarie delle nostre menti non ancora pronte a riceverli, e allora capiremo davvero quanto ci ha lasciato quaggiù.

Negli ultimi tre anni ho condiviso con Stefano tanti viaggi in auto dalla casa all'ufficio e viceversa. Si parlava di tutto, anche di lavoro, ogni tanto sfogando, al ritorno, i malesseri che avevano attraversato la giornata appena trascorsa. Negli ultimi anni ripeteva spesso una frase sospesa che talvolta anche io ribattevo per scherzare con lui e sdrammatizzare: “Siamo in una fase…”, diceva, lasciando sottintendere i grandi cambiamenti all’orizzonte e le ansie che lo turbavano. Eppure anche quando l’umore di entrambi era grigio, imboccando la sopraelevata o all’uscita dalla fabbrica, ogni volta che il cielo era sereno lui combatteva la malinconia dicendomi con la sua enfasi da ragazzo un po’ cresciuto: “Ma oggi abbiamo una giornata splendida! …”

Per uscire dal circolo vizioso del lavoro, però, durante il viaggio ascoltavamo soprattutto canzoni, di chansonniers e cantautori, poeti e musicanti. Possiamo dire che si era instaurato uno scambio, lui portava i suoi CD, io i miei; talvolta alcune proposte non erano nelle sue o nelle mie corde, ma raramente interrompevamo l’ascolto: dovevamo capire insieme cosa l’autore comunicava. Io col francese non ho mai avuto confidenza, allora lui (che lo capiva e lo parlava come l’italiano) traduceva per me le canzoni, intervenendo con maestria tra un verso e un altro, quasi interpretandole senza musica.

Saliva in macchina e tirava fuori il CD dalla borsa dicendo: “Oggi ti ho portato…” e inseriva nel lettore qualche classico immortale o qualche nuova scoperta. E così il viaggio passava con le note e le parole di Jacques Brel (massimo punto di riferimento di Stefano anche nel suo percorso poetico), ma anche di Leo Ferré, George Brassens, Víctor Jara, Violeta Parra, Pablo Milanés; e poi gli autori italiani, tra i quali prediligeva Fabrizio De André, Piero Ciampi, Luigi Tenco, Ivan Della Mea, Virgilio Savona, Gianmaria Testa e molti altri. Sperimentava sempre, scovava nei negozi di dischi nuove edizioni, nuovi arrangiamenti ed interpreti, non restava ancorato alla vecchia e classica canzone d’autore, continuava la ricerca, soprattutto nell’ambito della canzone popolare e di protesta, che amava molto e conosceva in modo approfondito, grazie alla sua cultura brillante e mai ostentata.

La domenica dopo il venerdì che ci ha lasciato ero in Corso Italia, davanti al mare. Era una di quelle “giornate splendide” che a lui piacevano tanto. Eppure, ancora stordito dalla sua perdita, non riuscivo a non pensare che, se quella malattia subdola e infame non ce l’avesse portato via così presto, Stefano avrebbe potuto essere lì, avrebbe passeggiato e chiacchierato, poi sarebbe andato a Messa come faceva sempre, nella chiesa di Boccadasse o a Sturla, in quella di Don Valentino.

Invece no, dopo questi sei mesi passati a cercare di capire se c’era qualcosa che potessi fare per farlo stare meglio, adesso non potevo fare più niente per lui.

Oppure sì. Il pensiero che si fece strada in me fu che qualcosa per lui potevo farlo. Da adesso potevo guardare il mondo attorno a me un po’ anche per lui, e guardarlo un po’ come lui lo guardava. Le prossime canzoni che ascolterò le ascolterò anche per lui e magari, in qualche modo, come lui le avrebbe ascoltate.

Certo, è uno strano rammarico pensare che non potrà più ascoltare tutte le canzoni e le poesie che non sono ancora state scritte. Oppure, per quello che ne sappiamo, dove è adesso può ascoltarle proprio tutte, anche quelle che non sono state ancora immaginate.

Grazie di tutto, Stefano.

Anche per i messaggi in bottiglia che devono ancora arrivare…

Il tuo amico Sandro.


Go to Top