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Domenica, 24 Gennaio 2016 17:16

Il ricordo del mondo HR

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Francesco Varanini
 

Direttori del Personale così legati alla propria vocazione, e al ruolo, non ne ho conosciuti molti. E ancor meno sono i Direttori del Personale poeti, convinti della propria vena poetica, disposti a recitare versi in pubblico, disposti a rivolgersi ai lavoratori della propria azienda, durante l’incontro di fine anno, regalando loro una poesia.

Molto altro si potrebbe raccontare di Stefano Cosulich. Si potrebbe raccontare di come non si vergognava mai di essere pienamente se stesso. con il proprio stile e i propri punti di vista. Si potrebbe ricordare come era vicino alle persone nel lavoro e nei momenti privati. Si potrebbe ricordare anche l’amore per l’azienda per la quale ha lavorato a lungo. Anche la strenua difesa della fabbrica, del lavoro di fabbrica.

Stefano Cosulich si è spento venerdì 15 gennaio 2016.

Lo ricordiamo con una poesia pubblicata qui su Bloom.

Difendere la fabbrica

Difendere la  fabbrica
come una trincea
dagli attacchi proditori
e subdoli della globalizzazione
Difenderla come una bandiera
dalle malinconie dei nostri regnanti
Difenderla per il nostro destino
per il domani di giovani
senza futuro
Difenderla come una certezza
dallo smantellamento e dalla rovina
Difenderla come un diritto
è un nostro preciso dovere.


"Ricordiamo Stefano Cosulich per come - con coraggio accompagnato dal sorriso - ha lasciato un segno."

http://www.bloom.it/2016/01/stefano-cosulich-non-e-piu-tra-noi/?p=4049 


 

Alessandro Chelo

 

Stefano Cosulich. Nel mondo HR, ha rappresentato una voce fuori dal coro, certo, ma mai una voce stonata. Una voce diversa, ma non ribelle; una voce forte, ma mai urlata. Una voce disallineata, ma mai disarmonica.

Conosciuto ai più come manager-poeta, è forse stato ancor più un poeta-manager o forse è stato un Poeta e basta.

Chi ha avuto la fortuna di incontrarlo nel corso del proprio cammino, può forse non averlo capito appieno. Di ciò Stefano non si è certo mai fatto un cruccio. I più invece lo hanno capito e sono ben consapevoli di aver incontrato una persona straordinaria, di aver avuto una fortuna sfacciata, di aver goduto della testimonianza di un umile Gesù della modernità.

Uomo di animo nobilissimo, pensiero elegante, gesto semplice, fu tormentato solo da un dubbio: quello di saper davvero e sempre resistere alla tentazione di essere talora “più abile che onesto”. Il solo fatto che si ponesse questo interrogativo e questo proposito, racconta tutto di lui. Chi lo ha conosciuto, sa benissimo che Stefano fu certamente molto abile, ma ancor più certamente, ancora più onesto. In tutti i sensi possibili.

Stefano continuerà a vivere nelle memorie, nei sentimenti e nell’esperienza stessa di chi lo ha conosciuto.

Forse davvero, l’unico modo per conquistarsi la vita eterna, consiste nel vivere regalandosi pienamente alla vita stessa e agli altri.

Così ha vissuto Stefano e per questo resta. Nell’anima del Mondo.


http://www.alessandrochelo.com/ac/blog/e-morto-stefano-cosulich.html



Chiara Lupi (Risorse Umane & Non Umane – Il portale sul mondo delle Risorse Umane)


Dal blog di Stefano Cosulich hrpoet.altervista.org riceviamo la notizia della sua scomparsa. Ci mancheranno i suoi versi e ci mancherà il suo sguardo sul mondo. C’è modo e modo di affrontare il cambiamento. C’è chi ne parla e c’è chi ci si butta a capofitto, chi lo vive prima per parlane poi. Stefano ha cercato di calarsi in altre vite e ha avuto il coraggio di descriverci il mondo delle persone usando altre cifre stilistiche. Non si è messo nei panni dell’altro, così genericamente, ha cercato di vivere la vita degli altri, anche solo per pochi giorni. L’outdoor del clochard, articolo che abbiamo pubblicato ormai tre anni fa, che trovate a questo link, http://www.runu.it/index.php/loutdoor-del-clochard/ è un’esperienza formativa forte. Stefano ha raccontato come si vive senza niente. Ma lo ha sperimentato prima di raccontarlo. Chi di noi avrebbe il coraggio di fare una cosa così?

Stefano ha avuto anche il grande coraggio di portare la poesia in azienda. Ci vuol coraggio per dialogare in versi con gli operai in produzione. Ma Stefano lo faceva, per stimolare altre riflessioni, per portare le persone a guardare da altre prospettive al modo con il quale facevano le stesse cose ogni giorno.

E ha cercato di farlo anche con noi, quando ha partecipato al nostro evento a Genova portandoci in sala una lunga canalina che, a fatica, è riuscito a far entrare in ascensore. In azienda ci sono persone che lavorano e producono. Chi sono queste persone, cosa fanno? Stefano aveva un verso per tutti, la poesia era un modo per far sentire la sua vicinanza a ognuno. Il titolo del suo intervento al nostro evento era stato ‘La poesia come seme valoriale’. E Stefano ha seminato bene, perché è riuscito nel suo obiettivo di stimolare molte persone che ha incontrato sulla sua strada.

Questi i versi di uno degli amici (hrpoet.altervista.org/nelverso/gli-amici):


Poeta e direttore
Lavora ed usa il cuore
Spargendo i suoi versi
Ci rende un po’ diversi.

Rispetto a quel che siamo
E in quello che facciamo
“Amare ed ascoltare,
mai smetter di pensare”.

E’ questo il suo messaggio
in ogni dì del viaggio;
“E rendere più umano
talvolta il disumano…”

Stefano ci ha invitato a vivere, pensare e comunicare diversamente. Nel suo blog ringrazia la vita con le parole di Violeta Parra, poetessa cilena. Non servono traduzioni.

Gracias a la vida que me ha dado tanto.

Me ha dado la risa y me ha dato el llanto,

los dos materiales que forman mi canto

y el canto de todos, que es mi proprio canto


http://www.runu.it/index.php/ciao-stefano/

 
AIDP, Associazione Italiana Direzione del Personale della Liguria, esprime profondo cordoglio per la scomparsa del Socio, Amico, Direttore del Personale e Poeta Stefano Cosulich.
Caro Stefano, ci mancheranno i tuoi versi, la tua professionalità e la tua umanità.
Letto 1534 volte Ultima modifica il Giovedì, 04 Febbraio 2016 20:54
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